Sarà che da ragazzina ascoltavo prevalentemente Beethoven e Tchaikovsky. Sarà che quando ho iniziato ad ascoltare i cantanti contemporanei ho prediletto altri generi. Sarà questo o quello, ma la notizia letta ora del decesso di Michael Jackson non mi suona come fine di un’epoca.
Chissà perchè, il primo pensiero che mi rimbalza in mente - in realtà più un ricordo che un pensiero - è la morte di Freddie Mercury, un lontano giorno in cui andavo al liceo: l’ultimo anno di liceo per la precisione. Sarà che ricordo benissimo la lezione di inglese e il ragazzo che allora mi piaceva che entrando in classe chiedeva di non essere interrogato perché era in lutto. Curioso come la memoria vada a macchia di leopardo.
Comunque no, la musica di Michael Jackson non è mai stata la mia musica preferita.
E mentre leggo su corriere.it dell’infarto di Michael gli occhi mi scivolano su un altro articolo, quei temi della maturità dove hanno fatto la loro comparsa anche i social network. Eh già , perchè a corriere.it sono arrivata dopo aver letto su Facebook i rumors del decesso.
E quindi il cerchio si chiude. Da Facebook a Michael Jackson, alle prove di Maturità con quell’incredibile traccia sugli aggregatori di relazioni nella rete, e da lì all’anno della mia Maturità . Altro che memoria a macchia di leopardo, esiste come sempre nella vita un fil rouge, a saperlo seguire…
E intanto su Milano si abbatte uno di quei temporali che ai tempi del liceo arrivavano a fine agosto, e annunciavano la fine dell’estate. Ora no, ora annuncia solo una giornata un poco più fresca, domani.
Oggi girovagando in Mondadori mi soffermo davanti ai libri della sezione "informatica". Accanto ai vari "Web 2.0", "Social Networtking", ecc. è apparso un nuovo filone, il filone "Facebook".
Sfoglio abbastanza perplessa il primo libro su cui troneggia la scritta Facebok: è un manuale che definire per dummies è persino riduttivo... per filo e per segno spiega "come ritrovare i propri amici su Facebook"... meno male che lo spiegano....
Il secondo libro è un insieme di interviste a personaggi più o meno famosi, oggetto dell'intervista ovviamente il più trendy network sociale. Ma è il terzo libriccino ad attrarre la mia attenzione, così pieno com'è di aneddoti (verisimili anche se plausibilmente costruiti a bella posta) sull'utilizzo di Facebook. Sono tentata di acquistarlo, guardo il prezzo: solo € 10,00.... ma poi passo al reparto "libreria", acquisto un Vargas, un Queneau, un De Luca, e due autori a me sconosciuti (Geoff Dyer e la Bellocchio).
Compro anche un paio di riviste di viaggi, che non si sa mai, e rifletto che 10 euro saranno pur pochi, ma probabilmente non vale la pena di sprecarli in un libro scritto per vendere copie. Che poi se Facebook riesce a smuovere l'editoria italiana allora sì che ha diritto al titolo di fenomeno.
By the way, a fronte di ben 3 diversi libri su Facebook in Mondadori non ho trovato neanche un Bukowski....
Increscioso berciare: rumore, rumore, soltanto rumore strumentale e stridente, irrispettoso della vita e della morte.
Non voglio, non riesco a scrivere altro.
Un'altro post d'attualità nel mio blog... che ormai stia diventando un vizio? 
Dunque la mattina per abitudine sfoglio il Corriere facendo colazione, e stamattina la mia attenzione si è posata sugli "autobus atei" che saranno in circolazione a Genova a partire dal mese di febbraio. Ora, io, dal basso del mio agnosticismo non so se Dio esiste o non esiste, ma non mi sembra che il posteriore di un autobus sia il luogo migliore dove discettarne.... Non so perchè ma a me il claim (“La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno") sembrerebbe ironico e divertente nel caso di una campagna anti-droga...

Se volete leggere la notizia sul Corriere online: Anche a Genova gli autobus "atei"
La seconda notizia su cui mi soffermo non ha bisogno di commenti: voglio solo ricordarla, con grande tristezza:
I talebani del Pakistan massacrano la ballerina
Comunque sì va bene, in prima posizione in alto continuate pure a tenere le notizie della Casa del Grande Fratello.....
Di solito non scrivo post su argomenti di attualità, per non scivolare in considerazioni banali ai miei stessi occhi. Ma oggi 2 cose voglio scriverle:
11 gennaio 2009: a dieci anni dalla scomparsa di Fabrizio De André, sarebbe impossibile citare tutte le sue canzoni e frasi che mi hanno accompagnato, segnato, fatto pensare, fatto sognare, fatto piangere.
Citerò solo questa, perchè da quasi un mese ormai mi risuona dentro:
E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
Signora Libertà, Signorina Fantasia
Così preziosa come il vino
Così gratis come la tristezza
Con la tua nuvola di dubbi
e di bellezza
(da: Se ti tagliassero a pezzetti)
Altro argomento, serio e doloroso: leggo sul Corriere di oggi che Israele dà il via alla "terza fase" contro Hamas. Che poi è una terza fase di morte fra civili palestinesi. Ora, io sono sempre stata filo-israeliana per il diritto di Israele di avere un proprio stato dove vivere in sicurezza, senza la minaccia di attacchi terroristici... MA: ma quello che sta facendo ora proprio non lo posso capire, non lo posso accettare, non lo posso tollerare... Centinaia di morti innocenti, donne e bambini, tanti bambini morti.... e fra i superstiti? quelli che cresceranno domani dopo una esperienza tale non potranno far altro che diventare a loro volta terroristi per vendetta ...
Il sole di oggi è freddo.
Toglietemi Facebook: lo apro non appena mi collego ad Internet, lo lascio in background durante il lavoro o quando sono a casa, lo uso come sistema di Instant Messenger, lo uso come mail, lo uso... per comunicare al mondo i cazzi miei.
E allora parliamo proprio di questo: l'inarrestabile esplosione del "fenomeno Facebook" su cosa fa leva se non sul desiderio di protagonismo, di comparire, di far sapere al mondo i cazzi propri?
Siccome non tutti possiamo partecipare al Grande Fratello televisivo, per accontentare anche noi che ne rimaniamo ai margini arriva la Grande Sorella Rete, e ci offre questo fantastico strumento di "show off".
Attraverso Facebook metto in piazza la mia rete relazionale: anzi, tutti diventano amici... anche i conoscenti o gli amici degli amici... perchè magari fa comodo ma anche, e aggiungerei soprattutto, perchè faccio vedere che ho più conoscenze di te...
Attraverso Facebook mostro il mio lato più bello: le foto accuratamente selezionate, che parlano di me, dei miei viaggi, della mia vita. E ancora, attraverso Facebook comunico il mio stato: come mi sento, cosa sto facendo, cosa sto pensando... (o comunque, comunico quello che voglio far sapere agli altri, che può essere una versione distorta, parziale, miticizzata di me stesso...).
Ed infine le innumerevoli applicazioni di Facebook, che parlano della musica che mi piace ascoltare, dei libri che leggo, dei posti che visito, degli interessi che coltivo... per non parlare dei test di cui posso pubblicare l'esito sul mio profilo, i gruppi virtuali a cui mi posso aggregare, i personaggi più o meno famosi di cui posso diventare Fan, e così via....
Facebook, può piacere o no, segna la democraticizzazione del "personaggio pubblico": attraverso Facebook infatti diventiamo tutti personaggi pubblici, quando non addirittura "oggetti mediatici", in questo favoriti anche dalle "pagine" ad hoc dove puoi promuovere la tua attività ma anche te stesso. L'esperimento che sarebbe da provare è la creazione di un personaggio virtuale che attraverso Facebook diventa una vera e propria celebrità, sostenuta da centinaia di fans: non sarebbe certo il primo caso nella Rete, quello che sto dicendo è solo che con Facebook tutto ciò è estremamente più facile e alla portata di tutti.
Infatti, facciamo un passo indietro: già da qualche anno la voglia di protagonismo e il desiderio al costruirsi una "celebrità virtuale" sono le molle chiave del proliferare dei blog. Ma scrivere un blog è impegnativo: richiede per lo meno capacità di scrivere o di offrire selezioni di contenuti significativi, o belle immagini: richiede insomma che ci sia dietro una qualche sostanza... Inoltre diffonderlo richiede tempo, occorre costruire una rete relazionale e coltivarla con costanza.
Facebook invece abbrevia i passaggi e rende tutto estremamente più semplice: parto dalla mia esistente rete relazionale (volendo, la importo direttamente dai miei contatti email...); da questa aggiungo per prossimità altri contatti; mi esprimo in maniera basilare e limitata (poche frasi, qualche immagine, per lo più di me stesso); posso raccontare tutto quello che faccio e tutti i miei interessi in maniera "pre-compilata" (attraverso i test e le applicazioni).
Semplificazione estrema, democraticizzazione del protagonismo: diventiamo tutti protagonisti, diventiamo tutti oggetti mediatici. Coerente, estremamente coerente con lo spirito del nostro tempo ;-)
E adesso scusate, vado a coltivare me stessa su Facebook .... magari, se mi avanza tempo, dopo esco e coltivo anche la mia vita ;-)