Il passato è una lavagna che si cancella ogni giorno.
Pubblico anche qui una poesia dello scorso anno, che ho postato ieri sera su Rossovenexiano.
Quando rileggo i miei esperimenti di scrittura dello scorso anno mi rendo conto di come il dolore che avevo dentro dava vita a immagini e versi molto più efficaci di quelli che tento di scrivere adesso.
E' dunque necessario che io sia interiormente travagliata per scrivere cose migliori?
A volte mi chiedo pure se eri tu che traevi da dentro di me parole che ora non riesco più a trovare... ma erano pur sempre dentro di me, non è vero? solo che da sola non riesco a farle emergere... eri tu il mio maieuta?
Levatore di anime, come ti sei trasformato nel cuoco della mia anima? ed ora che sono cresciuta, riuscirò a curare da sola l'anima mia?
Sogno
Ieri sera Notre Dame De Paris all’Arcimboldi. Impressioni discordanti. Ovvero: scenografie di grande effetto. Regia mirabile. Orchestrazione dell’insieme riuscita. Ballerini ed acrobati eccezionali... Fin qui tutto ineccepibile, insomma.
Quello che non mi ha coinvolto più di tanto sono le musiche di Cocciante (cioè la cosa che di solito viene maggiormente celebrata in questo musical….) e la relativa interpretazione da parte dei cantanti .. bravi eh, niente da dire a livello tecnico… semplicemente l’effetto musicale complessivo a parer mio è abbastanza “nazional-popolare”. Specifico bene, a parer mio: ovvero a parer di una che in fatto di musica non ha esattamente gusti commerciali….
Certo, si sta pur sempre parlando di un musical tratto da un drammone ottocentesco e comunque il musical non è opera nè operetta…. ma pur con tutti questi distinguo e tutte queste premesse, per la componente canoro-musicale mi sarei attesa un po’ di pathos in più…
A me la gente che "se la tira" genera una sensazione di fastidio epidermico. Un formicolio irritante. Intendo: quelli che si credono migliori degli altri.
Quelli che si atteggiano.
Quelli che a sentirli esistono solo loro, fanno tutto loro.
Quelli che si parlano addosso.
Quelli che utilizzano frasi fatte.
Quelli che attraverso queste frasi fatte non dicono nulla.
Insomma, quelli. Per intenderci.
Esistono, sono sempre esistite e – vien da sè – sempre esisteranno pubblicità “brutte”. Pubblicità “inutili”. Pubblicità “senza creatività”. Quella in cui mi sono imbattuta oggi non è priva di idea creativa, ma è “fastidiosa”. Ecco, pubblicità che provocano reazioni di fastidio raramente mi è capitato di vederne.
Stamattina esco di casa, mi infilo in macchina ancora semi-assonnata e vedo sul parabrezza una…. “multa”. Ripasso mentalmente i motivi per cui potrei aver preso la multa…. le ruote dell’auto sfiorano le strisce pedonali? no. Sono in sosta in area residenziale diversa dalla mia? no. …. ma che cavolo… ? Prendo la multa, e mi accorgo che è in realtà un leaflet pubblicitario. A immagine e somiglianza di multa. Infrazione per guida al telefono senza auricolari (beh: a me non capita mai, ma mai eh…. però…. magari una volta mi potrebbe anche esser capitato….).
Fastiodiossima pubblicità. Certo, si potrà anche pensare: fastidiosa, ma si ricorda e fa parlare. E invece no. Il sito internet indicato sul leaflet (e il nome di produttore di auricolari) non lo cito proprio. Perchè mi ha fatto iniziare la giornata col piede sbagliato.
Comunque. Se invece a voi la nebbia non piace (v. post precedente) la miglior soluzione in queste giornate grigie è alzare il volume della musica … purchè sia allegra, vitale, contagiosa.
Il mio iPod suona da più mattine i Gogol Bordello (iniziate con East Infection e la giornata vi sorriderà ironica e energica… ).
E la mente ritorna a Brighton Beach, associazione spontanea di sonorità e atmosfera. La spianata lunghissima punteggiata da bidoni multicolore. I ristorantini – tutti rigorosamente russi – che servono insalate enormi e improbabili piatti di vaga ascendenza russa. Le biondissime cameriere che fra una ordinazione e l’altra si riuniscono a fumare e parlottare a gruppetti sulla spianata. E sullo sfondo, le guglie dai colori sbiaditi del Luna Park di Coney Island.

Brighton Beach, Brooklin (NYC)
A pochi chilometri da Manhattan, è un altro mondo. Un mondo ai confini del reale: caleidoscopico, vivace con un retrogusto di malinconia, come la musica dei Gogol Bordello…
Milano nebbiolina. Attraverso piazza Einaudi, le sagome dei cantieri si smarriscono in atmosfera sospesa, i palazzi tendono le loro cime golose tuffandosi in una festa di zucchero filato.
La nebbia, mi piace. I contorni delle cose si sfumano, si sfilacciano nell’indefinito: che è come dire si protendono verso l’infinito. Tutto sembra possibile, la realtà perde i suoi confini, diventa plasmabile, flessibile, mutabile. La nebbia confonde sogno e realtà, e in questa mattina onirica la mia vita non ha limiti.
P.S. Questo post è stato scritto in auto. Non su un taccuino, non su un palmare, ma sul pc portatile acceso appositamente. Forse sono davvero svitata :-)
Il tergicristallo si è fermato. Non piove più, anche se il cielo è ammantato di grigio.
Succede. Alla fine succede, che passa. Prima lo sapevo razionalmente e per averlo già provato altre volte, quindi lo ricordavo a me stessa: passa, aspetta che passa. Stringi i denti, stringi i pugni, stringi tutto quello che vuoi… perché tanto poi passa.
E qualcuno me lo diceva pure: “Ti svegli una mattina e puff… tutto svanito”. Ma quella mattina sembra sempre così distante, così inarrivabile fintantoché la attendi. Poi capita che un giorno ti dimentichi che la stai aspettando: apri gli occhi, ti lavi la faccia. Ti guardi negli occhi e sorridi, sono belli i miei occhi. Ricerchi per abitudine i vecchi ghirigori dell’anima che provocavano strette allo stomaco, ma no, non li trovi più…. non trovi più neanche una minuscola rammendatura.
Passo e ripasso con le dita: ecco qui ricordavo ci fosse uno strappo, qui le maglie del tessuto mi pareva fossero un poco allentate…ma un drappello di ragni fatati ha ricucito durante la notte tutte le ferite con fili d’oblio impalpabile.
Sono altre giornate, dove il grigio dell’aria non entra nel cuore, e la mente riempie la vita di scintillanti colori.
Ho finalmente terminato di leggere Ossi di Seppia. “Finalmente” perchè era sul mio comodino da mesi, ma d’altra parte un libro di poesie non è un libro da leggere per così dire in un sol boccone… o forse sì, ma io comunque non leggo così le poesie (e adesso preoccupatevi, vi dico come leggo io……. ovvero…… leggo a voce alta per assaporare il suono, rileggo e ci rifletto su per capire il significato, poi rileggo un’altra volta per risentire il suono una volta compreso il significato…. certo, se assorbissi tutto in una volta sola sarebbe più pratico, ma non ne sono capace… che ci posso fare? [le parentesi in genere sono sottovalutate, io invece ne faccio un uso spropositato per cercare di “dare un ordine” al flusso dei miei pensieri che germogliano l’uno dall’altro] ) .
Comunque, dicevo che ho finito di leggere Ossi di seppia e avrei voluto scrivere due righe in proposito. Non scrivere un “commento” (non mi sentirei in grado di commentare Montale!) ma semplicemente qualche nota a margine, qualche appunto di ciò che mi ha più colpito durante la lettura.
E queste due righe ho anche provato a metterle giù…. Ma poi alla fine, alla fine le ho cancellate, mi parevano abbastanza inutili. Preferisco riportare invece questa lirica, che non è – credo – una delle più celebri e non è una di quelle che più mi ha colpito per la bellezza delle immagini o delle sonorità (ecco, questo devo dirlo, una delle cose che più mi ha colpito nella raccolta è il lavoro sulle sonorità).
Il motivo per cui la riporto è il tema della inconoscibilità (ma forse persino della inesistenza) della sostanza e del conseguente esaurirsi del tutto nell’apparenza, un tema così filosoficamente importante e che ha portato a così tante riflessioni novecentesche … un tema che mi è molto caro. E’ forse inutile specificare che per apparenza non si intende modello estetico e falsità dell’agire, ma tutto ciò che fenomenologicamente è conoscibile.
Ciò che di me sapeste
non fu che la scialbatura,
la tonaca che riveste
la nostra umana ventura.
Ed era forse oltre il telo
l’azzurro tranquillo;
vietava il limpido cielo
solo un sigillo.
O vero c’era il falòtico
mutarsi della mia vita,
lo schiudersi d’un’ignita
zolla che mai vedrò.
Restò così questa scorza
la vera mia sostanza;
il fuoco che non si smorza
per me si chiamò: l’ignoranza.
Se un’ombra scorgete, non è
un’ombra – ma quella io sono.
Potessi spiccarla da me,
offrirvela in dono.
Ancora a casa con un raffreddore da cavalli (ma perchè si dirà raffreddore da cavalli??). Comunque fuori l’aria è grigio opaco anche a mezzogiorno, quindi dove vorrei andare? che vorrei fare? beh magari a vedere l’ultima replica di Il lago dei cigni, che la febbre mi ha impedito di vedere mercoledì scorso…
Invece.
Invece me ne sto qui a casa (e devo dire che al calduccio ci sto proprio bene, nella cucina che sa di eucalipto, dopo i suffumigi della mattina….). E allora lavoro al mio blog, finiamo di dargli una forma decente no? I primi post sono tutti scompaginati, sto prendendo confidenza solo adesso con il fatto che se nell’editor imposto “Converti a capo in <br>” mi compaiono più spaziature del voluto… allora visualizzo il codice e lo edito a mano, poi mi accorgo dei post vecchi taggati male, insomma cose di questo tipo…… cose che sono tutt’altro rispetto a quello che volevo dire quando ho iniziato a scrivere (ah, inciso nell’inciso: sto sperimentando Windows Live Writer per postare, che non è così male… anche se poi vado su Splinder e aggiusto il post da lì, insomma come dire ci metto quasi il doppio del tempo… ma oggi me lo posso permettere e quindi ….)
Ok, chiudo tutte le parentesi e gli incisi incidentali e torno a quello che volevo dire al principio.
Ovvero. Nella colonna di sinistra del mio blog – come in tanti ma proprio tanti altri blog – c’è un elenco di altri blog, che trovate alla voce “Mi piace leggere”. In questo elenco inserisco i blog che leggo con continuità ma anche quelli che “mi appunto” perchè – incontrati per caso nella blogosfera – mi attraggono per argomenti, idee, modo di scrivere, immagini proposte…. o talvolta anche per diversità di punto di vista rispetto al mio, diversità che mi piace comunque e sempre considerare.
E’ la mia “quick access list” ai luoghi dove mi piace andare ogni tanto a curiosare. Se ogni tanto tolgo un blog da questa lista è quindi solo perchè per motivi del tutto soggettivi da tempo magari non visito più quel blog.
Detto questo: oggi ne ho aggiunti alcuni nuovi, quasi tutti incontrati per caso …… e poi ne ho aggiunto uno “conosciuto” invece attraverso la sua autrice (che conosco da tanti ma tanti anni…. :-) ).
In questa domenica milanese grigia e piovosa, che invita a stare in cucina ai fornelli se non altro per scaldarsi un po’, ve lo segnalo: Profumo di limone è un bellissimo blog di cucina; lei scrive benissimo, e prepara pietanze e dolci succulenti (vedete le foto e poi provate a dire che non vi viene fame!!!) ….
Intanto me lo tengo fra i preferiti, chissà che non mi venga voglia prima o poi di combattere la pigrizia e tornare a cucinare qualcosa anzichè aprire buste di insalata e ordinare sushi d’asporto….
Milano mi ha rovinato in questo… quando abitavo nella mia ridente cittadina d’origine (Imperia, 3000 ore di sole… mi torna sempre in mente questo slogan che era scritto proprio all’uscita dell’autostrada, tanti anni fa….) mi piaceva cucinare, sperimentare ricette nuove, in particolare primi piatti e dolci…. dove è finita quella passione chissà….uccisa dallo stress milanese…. Chissà, magari il frizzante profumo di limone mi riporterà un po’ di quella passione ;-)
E' la mia canzone da questa mattina: John Legend, Ordinary People.
We're just ordinary people
We don't know which way to go
'Cause we’re ordinary people
Maybe we should take it slow
Bellissima, suonano dentro di me queste note, queste parole
Ancora una volta tanti pensieri, frammenti sparsi:
Mi ero sbagliata sai, ti eri sbagliato. Non sono la luna, sono il sole, e tu forse lo sapevi pure.
6 mesi per imparare ad essere felice, 6 mesi per ricostruire pietra su pietra e girarmi indietro e dire “ma in fondo, sono stata felice, sono stata bene, sono stata me stessa…”. Per dire. O per smettere di dire.
We’re just ordinary people, maybe we should it take it slow
Che l’orgasmo femminile sia determinato da fattori mentali più che fisici l’ho sempre pensato. Ora, a suffragare questa ipotesi cito un fatto occorso la mattina presto, ovvero quello di svegliarsi con le contrazioni tipiche dell’orgasmo.
Non ricordo praticamente mai i sogni, e anche questa volta non faccio eccezione nel non ricordare, quindi non posso risalire a cosa abbia fatto scattare questa molla. Comunque è curioso: tante donne si lamentano di non riuscire a raggiungere l’orgasmo quando è invece possibile arrivarci anche senza attività….
E se l’orgasmo femminile è dettato da fattori mentali, è chiaro perché alcune donne non riescono a provarlo, strette da blocchi di natura psicologica. Come pure è chiarissimo come consegua invece naturalmente da alcune situazioni o da “pensieri” che lo innescano come una molla.
E qui arrivo però alla domanda: quale senso dare alla parola “pensiero” in questo contesto? Non “pensiero” come fluire logico di argomentazioni, evidentemente, ma piuttosto forse “processo mentale” di associazione di immagini tali da generare una risposta fisica. E la domanda successiva: sono le “immagini mentali” a far scatenare questo processo? Dall’esperienza del sogno, direi di sì….
Ok, finita pausa pranzo torno al lavoro…. stasera chiederò al mio amico Google qualche delucidazione in merito, nel frattempo vi lascio queste mie riflessioni mattutine …. che peraltro non hanno interferito affatto nel mio lavoro nè ;-)
Ah comunque la conclusione cui sono giunta è questa: uomini, smettete di preoccuparvi di dimensioni, bravura, ecc. …. tanto è quello che sta nella mente che “genera” l’orgasmo… Un bel sollievo, no? ;-)
Un'altro post d'attualità nel mio blog... che ormai stia diventando un vizio? 
Dunque la mattina per abitudine sfoglio il Corriere facendo colazione, e stamattina la mia attenzione si è posata sugli "autobus atei" che saranno in circolazione a Genova a partire dal mese di febbraio. Ora, io, dal basso del mio agnosticismo non so se Dio esiste o non esiste, ma non mi sembra che il posteriore di un autobus sia il luogo migliore dove discettarne.... Non so perchè ma a me il claim (“La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno") sembrerebbe ironico e divertente nel caso di una campagna anti-droga...

Se volete leggere la notizia sul Corriere online: Anche a Genova gli autobus "atei"
La seconda notizia su cui mi soffermo non ha bisogno di commenti: voglio solo ricordarla, con grande tristezza:
I talebani del Pakistan massacrano la ballerina
Comunque sì va bene, in prima posizione in alto continuate pure a tenere le notizie della Casa del Grande Fratello.....
Comprensione: l'anno nuovo mi porta un grande una grande voglia di comprensione, nel senso di "com-prendere", accogliere, non giudicare. Un senso di panismo anche.... molto orientale come filosofia di vita... forse hanno lavorato sotterranee in me le letture dello scorso semestre 
Ho la sensazione di uno straccio bagnato passato nella mia mente, a togliere tutte le sporcizie, i rimasugli di negatività, i pensieri indigesti... portando freschezza e profumo di pulito (sì, era uno straccio intriso di acqua e sapone ....) .
Ho voglia di risentire persone che non sento da tempo, solo per salutare, per chiedere come stai, senza rancori e senza aspettative di sorta: se rispondono amici va bene, se no pace... non ho voglia di trascinare risentimenti nella mia vita, e come già più volte ho considerato cancellare non è la miglior maniera per dimenticare.
Stavo per spegnere il pc e andare a dormire, ma ho pensato di dare un'occhiata al blog, o meglio... alle statistiche del blog... mi sono imbattuta così in una voce di ShinyStats che non avevo mai considerato: le chiavi di ricerca!
A giudicare dalle chiavi di ricerca, molti capitano sul mio blog perchè cercano gli aforismi di Osho: mi spiace deludervi, ma per questo vi posso consigliare www.osho.com ... pescate un tarocco zen e meditate su quel che vi dice ... Anche se la mia carta di oggi dice che ho raggiunto la maturità dopo un duro lavoro, non fidatevi troppo della mia "illuminazione" e cercate fonti un po' più autorevoli ;-)
Altri capitano sul mio blog perchè cercano aforismi in generale (ma è preoccupante che alcuni cerchino aforismi + negatività....): beh, i miei (peraltro abbastanza rari) aforismi non credo siano di così gran valore... al massimo possono essere cinicamente divertenti...
Alcuni (pochissimi) cercavano Magritte ... ahimè.... pochissimi, l'arte è un tema bistrattato...
Poi ci sono occorrenze singole varie, da "temi su me stessa" (va beh...) a "compassione e sesso" (vorrei sapere dove si parla di sesso sul mio blog... ), a "importo multa lavaggio strade" (ok, è vero, su questo sono una esperta e posso dare informazioni dettagliate!)...
Ma ho tenuto per ultima la chiave di ricerca che vanta più occorrenze: facebook!! e pensare che ne parlo solo in un post..... Ma la cosa buffa sono le ricerche: "personaggio pubblico su facebook" è una ricerca gettonatissima, ma mai come "creazione personaggio pubblico facebook" e "come diventare personaggio pubblico su facebook" e ancora, più esplicitamente, "come faccio a diventare un personaggio pubblico su facebook?". Ma qualcuno mira più in altro ancora e chiede "come faccio a diventare una celebrità su facebook?"
Dilemmi esistenziali contemporanei... io vi rimando al mio unico post su facebook, per il resto .... qualche consiglio ce l'avrei ma me lo tengo per me, caso mai decidessi di lenire le mie frustazioni diventando una virtual-celebrità.
Buona notte, sognatori 
Recensione di oggi, o meglio, recensione dello spettacolo visto ieri al Piccolo: Sogno di una notte di mezza estate, per la regia - stupenda - di Luca Ronconi.
Una lettura particolare di quest'opera di Shakespeare, dove il testo originale si affianca ad una scenografia essenziale e di grande effetto e ad una scelta di costumi di gusto contemporaneo. Pur rimanendo fedeli alla commedia originaria, la scelta del registro espressivo la attualizza.
Sul bel palco del Piccolo si muovono grandi lettere luminose che indicano gli elementi dell'ambientazione: Atene, luna, foresta... l'espediente Cinquecentesco dell'indicazione dei luoghi attraverso cartelli viene così dinamicizzato e modernizzato creando una scenografia di grande impatto.
Bellissime le luci, che illuminano gli attori con effetti a tratti ricchi di pathos; bellissimi i costumi (quelli delle fate in particolare!), piacevolissima la recitazione. Insomma, un gran spettacolo!
Mercoledì Il lago dei Cigni... il 2009 si apre nel segno dell'arte...
Di solito non scrivo post su argomenti di attualità, per non scivolare in considerazioni banali ai miei stessi occhi. Ma oggi 2 cose voglio scriverle:
11 gennaio 2009: a dieci anni dalla scomparsa di Fabrizio De André, sarebbe impossibile citare tutte le sue canzoni e frasi che mi hanno accompagnato, segnato, fatto pensare, fatto sognare, fatto piangere.
Citerò solo questa, perchè da quasi un mese ormai mi risuona dentro:
E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
Signora Libertà, Signorina Fantasia
Così preziosa come il vino
Così gratis come la tristezza
Con la tua nuvola di dubbi
e di bellezza
(da: Se ti tagliassero a pezzetti)
Altro argomento, serio e doloroso: leggo sul Corriere di oggi che Israele dà il via alla "terza fase" contro Hamas. Che poi è una terza fase di morte fra civili palestinesi. Ora, io sono sempre stata filo-israeliana per il diritto di Israele di avere un proprio stato dove vivere in sicurezza, senza la minaccia di attacchi terroristici... MA: ma quello che sta facendo ora proprio non lo posso capire, non lo posso accettare, non lo posso tollerare... Centinaia di morti innocenti, donne e bambini, tanti bambini morti.... e fra i superstiti? quelli che cresceranno domani dopo una esperienza tale non potranno far altro che diventare a loro volta terroristi per vendetta ...
Il sole di oggi è freddo.
Appena qualche giorno fa...

Assaporo una serata casalinga, senza nulla da fare se non godere del dolce far niente, stare al pc, riordinare le foto, curiosare ... curiosare.
Lavoro un po' ai miei esperimenti di scrittura, penso, non-penso. Che grande conquista questa del non pensare.... sempre un po' precaria, sempre un po' in bilico... ma sempre piacevole.
Leggo: proseguo con Di qua dal Paradiso, continuo a trovarlo molto scorrevole... troppo scorrevole... vuoto in definitiva. Probabilmente per la vuotezza intrinseca dei personaggi. Ma ha qualcosa che mi fa venire in mente Meno di zero di Bret Easton Ellis... con il dovuto scarto temporale e mutate le circostanze storiche e sociali.
Ho terminato La nuova vita di Pamuk: al di là delle molte critiche non benevole che ha ricevuto questo libro, per me è stato toccante. Probabilmente perchè tocca delle corde che sento mie.... forse le corde dell'illusione. Ci sono alcune frasi ed espressioni in particolare che mi piace ricordare:
"compagni d'anima", un'espressione bellissima
"Pensi di dare aiuto e invece ferisci... In realtà, la maggior parte delle persone non vuole nè una nuova vita, nè un nuovo mondo".
"Niente può essere più prezioso della pace che viene dal dimenticare"
Vado a dormire. Questo 2009 mi piace. Non so perchè, anzi so che non c'è un motivo, ma sento che mi piace.
Sulla riva dove mi hai salutato
ho aperto una bottega:
venditore di immagini
lampeggia la mia insegna.
Scivolano lacrime
sul mio finestrino:
tergicristallo un colpo,
due colpi, tre sogni.
Vendo oggetti inutili
per anime senza ritegno.
Vendo compresse sterili
per malati di desiderio.
Lampioni sghignazzano
nella luce grigiastra,
i miei singhiozzi deragliano
nell'aria che si impasta.
Venditore di immagini:
girandola di emozioni.
Incapsulo parole su vetrini
colorati; preparo conserve
di ricordi distillati.
Mescolo desideri, incenso,
musica, amplessi:
inconsistenza, incostanza,
nell’infinito, riflessi.
Colori sulla tela, sogni stesi
ad asciugare: appesi, rappresi.
Il primo sogno è per partire,
il secondo
è per tornare: il terzo sogno
porta una maschera,
e non lo so interpretare.
Al crocevia degli incontri
non ti hanno più visto:
tutti i miei ricordi
sono scivolati fuori posto.
Venditore di immagini,
dispenser di illusioni:
pillole colorate
per i malanni di stagione.
Piovono nebbie dense,
pozzanghere di pianto:
nel grigio retrovisore
si spegne la mia insegna.
Resoconto veloce dei miei 3 giorni al Cairo: veloce perchè sono di nuovo di partenza, e sarà montagna questa volta... sperando di riuscire a sciare qualche giorno nonostante il freddo ....
La città: pittoresca. Non propriamente una "bella città" nel senso più classico del termine, ma assolutamente pittoresca e piena di vita. Il traffico è incredibile, per non parlare della guida degli egiziani: non esistono precedenze, segnali stradali, strisce pedonali, semafori... ognuno passa cercando di passare prima degli altri.... i pedoni si lanciano in strada fra le macchine che li devono schivare...Prendere un taxi e girare per le vie del Cairo è una esperienza: a partire dalla macchina stessa, anni '50 - '60 o giù di lì ... e poi ovviamente per assaporare la guida spericolata. Il taxista rideva vedendo le nostre espressioni sbalordite quando tagliava la strada ad altri veicoli o quando schivava i pedoni girandoci intorno....
Esperienza unica: visitare un vecchio negozio di costumi di danza orientale, nella vecchia Sharia Mohammed Ali (ora Sharia Al-Qaala), ovvero la strada dove fino al secolo scorso abitavano le danzatrici del ventre. Ora la strada ai nostri occhi è parsa una normale strada del centro islamico.... vero è che non ci siamo addentrate a percorrerla a piedi, nonostante tutte le persone incontrate si siano dimostrate gentilissime e disponibilissime ad aiutarci a trovare il posto che stavamo cercando... Il taxista stesso ha chiesto indicazioni stradali e ci ha scortato a piedi nel pezzo di strada non percorribile in macchina, e mano a mano che chiedeva ulteriori indicazioni le persone ci accompagnavano per un pezzo, fino a dove pensavano si trovasse il "negozio"! Alla fine abbiamo avvistato una vecchissima insegna scolorita su uno stretto androne, e due piani di scale ci hanno condotto ad una originale bottega del Cairo, dove il tempo sembra non essere trascorso: 4 stanzette che formano magazzino per le merci e i costumi pronti, e la stanza dove lavorano la capo-sarta e le lavoranti, sotto l'occhio attento dell'anziano "designer".
Khan el Khalili: arrivare al bazaar dopo essere passate - uniche turiste - nel centro del Cairo islamico è come essere proiettati in un quartiere super-turistico: tutte le stradine che avrebbero potuto sembrarci tipiche a confronto ci sono sembrate già abbastanza "occidentalizzate". Comunque divertente passare attraverso le viuzze strette piene di merci e di colori, con i bambini con le ceste di pane in testa e i negozianti che invitano ad entrare e visitare i negozi...
Le Piramidi: questa è stata la vera delusione. Talmente tanti turisti che sembra di essere a Las Vegas davanti all'ennesima ricostruzione dell'antico Egitto. La Sfinge è persino così "piccola" rispetto a come la si immagina dalle foto sui libri! Molto più interessante il sito di Saqqara, innanzi tutto perchè è possibile entrare all'interno di una mastaba dalle pareti completamente decorate (gran parte dei disegni delle 28 stanze della mastaba si sono conservati), poi perchè un po' meno gremito di turisti... ed infine perchè Saqqara è proprio alle porte del Sahara, subito dopo inizia la distesa del deserto. Mentre visitavamo l'area si è alzato il gibli e ci ha accarezzato il volto con la sabbia del deserto (accarezzato il volto in realtà è un eufemismo... avevamo sabbia persino negli occhi e fra i denti....)
Le parole comunque non rendono i colori dell'Egitto: appena riesco posto qualche foto che darà sapore al mio veloce resoconto ;-)