dopo un'attenta analisi, confronti e riflessioni ho capito che io,
no, non ho capito niente di te,
non ho capito niente di te
E adesso no, non chiedetemi a chi si riferisce. Ce l'ho in testa da questa mattina (per la cronaca, è Mi Vida, Linea77). Forse si riferisce a me stessa. Sì, decisamente: si riferisce a me stessa.
Comunque oggi è una bella giornata, c'è il sole, è lunedì quindi inizia una nuova settimana (non è un dramma, è anzi piacevole.... una nuova settimana di energia e di cose da fare e di nuove possibilità da esplorare...)
Questo week end non ho combinato una mazza. Pigra. Impigrita, complice il freddo di sabato. Non ho veramente combinato una mazza.
Toglietemi Facebook: lo apro non appena mi collego ad Internet, lo lascio in background durante il lavoro o quando sono a casa, lo uso come sistema di Instant Messenger, lo uso come mail, lo uso... per comunicare al mondo i cazzi miei.
E allora parliamo proprio di questo: l'inarrestabile esplosione del "fenomeno Facebook" su cosa fa leva se non sul desiderio di protagonismo, di comparire, di far sapere al mondo i cazzi propri?
Siccome non tutti possiamo partecipare al Grande Fratello televisivo, per accontentare anche noi che ne rimaniamo ai margini arriva la Grande Sorella Rete, e ci offre questo fantastico strumento di "show off".
Attraverso Facebook metto in piazza la mia rete relazionale: anzi, tutti diventano amici... anche i conoscenti o gli amici degli amici... perchè magari fa comodo ma anche, e aggiungerei soprattutto, perchè faccio vedere che ho più conoscenze di te...
Attraverso Facebook mostro il mio lato più bello: le foto accuratamente selezionate, che parlano di me, dei miei viaggi, della mia vita. E ancora, attraverso Facebook comunico il mio stato: come mi sento, cosa sto facendo, cosa sto pensando... (o comunque, comunico quello che voglio far sapere agli altri, che può essere una versione distorta, parziale, miticizzata di me stesso...).
Ed infine le innumerevoli applicazioni di Facebook, che parlano della musica che mi piace ascoltare, dei libri che leggo, dei posti che visito, degli interessi che coltivo... per non parlare dei test di cui posso pubblicare l'esito sul mio profilo, i gruppi virtuali a cui mi posso aggregare, i personaggi più o meno famosi di cui posso diventare Fan, e così via....
Facebook, può piacere o no, segna la democraticizzazione del "personaggio pubblico": attraverso Facebook infatti diventiamo tutti personaggi pubblici, quando non addirittura "oggetti mediatici", in questo favoriti anche dalle "pagine" ad hoc dove puoi promuovere la tua attività ma anche te stesso. L'esperimento che sarebbe da provare è la creazione di un personaggio virtuale che attraverso Facebook diventa una vera e propria celebrità, sostenuta da centinaia di fans: non sarebbe certo il primo caso nella Rete, quello che sto dicendo è solo che con Facebook tutto ciò è estremamente più facile e alla portata di tutti.
Infatti, facciamo un passo indietro: già da qualche anno la voglia di protagonismo e il desiderio al costruirsi una "celebrità virtuale" sono le molle chiave del proliferare dei blog. Ma scrivere un blog è impegnativo: richiede per lo meno capacità di scrivere o di offrire selezioni di contenuti significativi, o belle immagini: richiede insomma che ci sia dietro una qualche sostanza... Inoltre diffonderlo richiede tempo, occorre costruire una rete relazionale e coltivarla con costanza.
Facebook invece abbrevia i passaggi e rende tutto estremamente più semplice: parto dalla mia esistente rete relazionale (volendo, la importo direttamente dai miei contatti email...); da questa aggiungo per prossimità altri contatti; mi esprimo in maniera basilare e limitata (poche frasi, qualche immagine, per lo più di me stesso); posso raccontare tutto quello che faccio e tutti i miei interessi in maniera "pre-compilata" (attraverso i test e le applicazioni).
Semplificazione estrema, democraticizzazione del protagonismo: diventiamo tutti protagonisti, diventiamo tutti oggetti mediatici. Coerente, estremamente coerente con lo spirito del nostro tempo ;-)
E adesso scusate, vado a coltivare me stessa su Facebook .... magari, se mi avanza tempo, dopo esco e coltivo anche la mia vita ;-)
Sono molto cambiata in questi ultimi mesi: non salvo più le cronologie di Messenger. Può non sembrare, ma per me è un cambiamento epocale. Fine dei ripensamenti sulle stesse cose, fine del rileggere le stesse frasi per trovarvi dietro sempre nuovi significati (significati per altro che non hanno mai avuto se non nella mia testa...). Un cambiamento epocale.
E a volte sono stanca. Stanca della solitudine. Ma non mi capita quando sono sola con me stessa, mi capita quando sono sola in mezzo agli altri. Allora vorrei qualcuno per poter condividere quello che penso, quello che provo, quello che sono. Alle volte. Ma alle volte, soltanto.
Aggiungo, ai miei appunti sparsi: toglietemi Facebook, grazie. E' una droga...
Oggi mi sento figa... così... volevo comunicarlo al mondo 
Sarà il sole caldo di oggi dopo un ieri uggioso... sarà, ma ho una grandissima voglia di vivere, di provare emozioni, di star bene.
E' vero, l'amore finisce. Ma non per questo dobbiamo evitare che inizi. E' vero, nella vita non tutti saranno amichevoli con noi. Ma non per questo dobbiamo essere prevenuti nei confronti del mondo.
Ho voglia di saltare, di correre, di urlare che tutto va bene. Sì, in fondo basta ricordarsi di guardare la vita dalla parte giusta, e tutto va bene.
Avete presente "Harry ti presento Sally", la scena in cui Meg "Sally" Ryan piange disperata perchè il suo ex le ha comunicato che si sposa? E lei non vorrebbe tornare con lui, ma è infinitamente giù perchè si domanda "Cosa ho io che non va? Perchè non voleva farlo con me?"
Traslando la situazione, è esattamente così che mi sento, con quella domanda in testa: Cosa ho io che non va? Ma a parte un istante in cui avrei voluto tirare fuori le mie budella contorte, appenderle ad un palo e dissolvermi nel nulla, a parte per un istante forse potrei stare peggio. Ho nausea. Ma in fondo è la vita, e poi domani è un altro giorno.
E' inutile pensare ancora, è inutile chiedersi cosa c'era in me che non andava. E in fondo, quasi penso di essere stata un'altra persona. Quindi su cosa mi sto arrovellando?
E in fondo. Qualche tempo fa ho riletto le poesie che ho scritto. E nel rivedere a freddo proiettati nella mente - nella loro immortalità schiacciante - certi fermi immagine, sentire gli echi di certe parole.... solo una sensazione rimane, quella che ho sempre avuto e che non ho mai voluto ammettere.
Ma adesso basta, davvero basta. Voglio stare bene, io. Voglio solo stare bene.
Di tutto il resto, francamente, me ne fotto.
A volte accade che diventi integro - si tratta di momenti rari. Osservi l'oceano, la sua incredibile potenza - e all'improvviso dimentichi ogni tua divisione, la tua schizofrenia svanisce; ti rilassi. Oppure, mentre cammini per l'Himalaya, vedendo la neve vergine di quelle vette imponenti, all'improvviso una quiete ti avvolge, e non occorre che fingi, poiché con te non c'è alcun essere umano con il quale fingere. Ti integri. Oppure, ascolti della musica magnifica - ti integri. Ogniqualvolta, in qualsiasi situazione - non importa quale - diventi un'unità, sei avvolto da una pace squisita, in te sorgono felicità e beatitudine. Ti senti appagato. Non occorre aspettare - quei momenti possono diventare la tua vita naturale. Quei momenti straordinari possono diventare quotidiani, cose di tutti i giorni - in ciò si riassume l'intero sforzo dello Zen. Puoi vivere una vita straordinaria, vivendo una vita del tutto comune: tagliando la legna, facendo ceppi da ardere, portando acqua dal pozzo puoi essere intimamente in pace con te stesso. Pulendo il pavimento, cucinando, lavando i vestiti, puoi essere perfettamente a tuo agio, poiché ciò che conta è il tuo agire con totalità, godendo ciò che fai, deliziandoti nelle azioni più semplici.
Osho Dang Dang Doko Dang Chapter 3
Navigo nuvole:
su silenzio mare
argento, riflessi.
la mia frase di oggi: nothing to hide, nothing to declare
alla fin fine: niente.
Oggi primo giorno di lavoro, nel nuovo ufficio. Sarà un massacro, temo. Ci sono tutte le premesse.
Fantasmi si rincorrono dietro di me, adesso persino salgono in macchina (il mio fantasma non ha mai avuto la macchina).
Vorrei qualcuno che pensasse a me ogni tanto. Forse perchè io penso troppo, ma non abbastanza a me stessa.
Vorrei qualcuno che mi facesse sentire speciale. In questi giorni non ci riesco, a sentirmi speciale da sola.
Mi sento insofferente, incostante, intrattabile. Irriverente. Instabile. Mi sento. Poso la testa sul guanciale, ci provo, a sentirmi.