Trovala,
una sostanza che mi confonda
e vedrò
distintamente.
Sei tu il mio problema.
Cercala,
una soluzione che non sia
risoluzione…
Paradosso della decisione.
Sono io il mio problema.
Inseguila,
la mia materia che si muta
in numero,
essenza inconsistente.
Io stessa un problema.
Pensala,
la tua presenza che scivola
leggera,
senziente sensazione.
Non avere un problema.
Io sì.
A+B
minore o maggiore
di C.
I am the Natural Number e I go with the flow _ |
Osho Returning to the Source Chapter 4
Liquido, il tuo sguardo:
mi tuffo nell’anima.
Ma è solo un istante.
Cascata di minuti
fra le braccia della terra.
Rallenta, la corsa: rallenta.
Squeeze. Spremuta
di midollo. Succo,
essenza-presenza:
gocciola, nell’assenza.
Siamo iles flottantes
su un lago di cenere spenta.
Stanotte mi hai baciato
in ciò che ho sognato.
I fantasmi della mia mente
risucchiati nella loro bara,
sigillati dalla pietra tombale
di un amplesso freddo.
Uno sguardo, e un bacio:
i fiori che vi depongo.
Galleggio nell'aria come una piuma, sospesa, leggera.
Oggi ho consegnato la mia lettera di dimissioni. Quest'anno è un anno di rinnovamenti, di cambiamenti.... dopo 4 anni è venuto il momento di lasciare anche il mio lavoro. Ho 2 mesi di preavviso, poi dal 15 settembre.... chissà.
emotività, alti e bassi,
altalenanti momenti di gioia e tristezza,
pace lucidità follia raccapriccio:
disordine,
disordine il mio essere,
disordine io e i miei pensieri...
le sensazioni no,
quelle nette come pietre,
come montagnola di pietre dai colori diversi
dalle forme diverse,
rigagnoli di me
le lacrime che non scorrono,
parole inutili
quelle che non escono
ma si affollano in me
tante tante tante e ancora tante
non so più che farmene
non so a chi dirle
non so perchè
se dovrei
ma forse ...
non devo.
necessità
ananke
follia.
disordine.
questo post disordinato come me,
senza capo nè coda,
senza senso
per chi ne cerchi uno...
io ho smesso di cercare,
io rabdomante delle emozioni
rabdomante dei motivi,
senza più bastone.
Questa sera ho partecipato ad uno spettacolo decisamente particolare. Sensazioni e opinioni contrastanti in me stessa. Sicuramente molto interessante, meno opprimente di quanto me lo sarei aspettato, meno "riflessivo" e più "senziente" di quanto avrei pensato.
Opinioni contrastanti dentro me stessa dunque, perchè ho trovato una compresenza di cose geniali e altre invece quasi banali. In particolare, scontato è a mio vedere il tema dell'imperialismo espresso attraverso la violenza.
Interessante invece la costruzione scenica dell'insieme: scenografia, luci, musica è tutto assolutamente coerente al contesto del singolo quadro.
Molto riuscito il primo "quadro": musica angosciante, spari, e l'irruzione degli attori in scena ("è la fine del mondo..:") generano il panico fra il pubblico, e un senso di vera e propria paura folle ti invade.
Bella la transizione fra un quadro e l'altro tramite proiezione di video astratti e allegorici. Soprattutto riuscita nel caso della transizione fra il secondo e il terzo quadro, quando la proiezione avviene su una rete sospesa in aria, incombente sul pubblico.
I quadri centrali (soprattutto il terzo e il quarto) sono invece più deboli rispetto al primo e al quinto: vero è che probabilmente senza di questi il quadro finale non sortirebbe lo stesso effetto. Comunque la violenza è smaccatamente finta e direi banale.
La quinta scena torna ad essere di grande impatto: il panico dilaga fra il pubblico che scappa dagli attori, che si rincorrono per picchiarsi e rovesciarsi addosso gavettoni d'acqua che colpiscono anche il pubblico.
Sul finale i "dominatori" vengono uccisi improvvisamente dagli uomini mascherati che inizialmente avevano agevolato la loro salita al potere, ritorna la musica iniziale e tutto a d'un tratto è buio.
Davvero geniale il modo in cui è stato suscitato il panico fra il pubblico e come è stato coinvolto il pubblico stesso all'interno della rappresentazione: gli spostamenti delle torrette e delle istallazioni, il girare degli attori fra il pubblico stesso fa sì che siamo costretti a muoverci quasi continuamente: ogni qual volta si tira il fiato per "far riposare mente ed emozioni" succede qualcosa che spinge a muoversi nuovamente.
Questo in effetti porta ad avvertire un senso di coercizione, di necessità che ben si intona con il concetto di "imperium", dominio. Peraltro, questo è per me l'unico elemento che fa provare al pubblico propriamente il senso di dominazione.
Interessantissimo l'utilizzo dello spazio scenico, non solo in quanto spazio scenico e spazio pubblico vengono unificati all'interno di un unico luogo dove si muovono sia gli attori che gli spettatori, ma anche per le soluzioni che portano naturalmente questi ultimi a spostarsi al suo interno.
In conclusione, mi aspettavo qualcosa di ancora più "trasgressivo" o "opprimente", ma comunque è stato uno spettacolo degno di essere visto con interesse.
Adesso vado a dormire, finalmente domani è venerdì ... e ho pure preso il pomeriggio di ferie...

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